CAPITOLO 1 - LA CITTADELLA SENZA SOLE

 

1.1 Introduzione

Era una serata d'estate come tante nel piccolo paesino di Collequercia, l'emporio aveva già chiuso da un pezzo e le uniche persone ancora in giro si trovavano nel salone del Vecchio Cinghiale, a raccontare storie e pettegolezzi. I pochi avventori, al massimo una ventina, erano uomini del villaggio, pochi viaggiatori si fermavano a Collequercia perchè da tempo la strada che l'attraversa non era più molto frequentata.

Garon, oste del Vecchio Cinghiale

Da circa un mese nella locanda alloggiavano anche 3 forestieri che da poche settimane sembravano aver fatto amicizia, tanto da pranzare, cenare e, anche se con non troppo piacere, dormire assieme (il Vecchio Cinghiale aveva solo 2 stanze, di cui una matrimoniale e l'altra singola).

Le serate passate davanti al fuoco della locanda erano sempre tranquille, i vecchi raccontavano le storie di tempi ormai lontani, di grandi avventurieri che in altre epoche attraversarono questa regione per sconfiggere il male; più spesso però i contadini si lamentavano delle costanti sparizioni di bestiame, dei goblin che infestavano la zona dove un tempo si ergeva un misterioso tempio... e queste erano le storie a cui i 3 forestieri prestavano più orecchio, storie che di lì a poco li avrebbero portati molto più lontano di quanto si sarebbero aspettati.

 

1.2 Si inizia!

Dopo aver raccolto per giorni informazioni d'ogni genere, i tre avventurieri si decisero ad esplorare la zona che dalla Vecchia Strada porta alla Cittadella Senza Sole; senza viveri e armi però non sarebbe stato molto saggio avventurarsi in zone infestate da goblin, quindi si rifornirono presso il negozio di Hucrele dove scoprirono alcuni fatti interessanti.

"Inizialmente Kerowyn pare d'umore allegro, ma mentre serve gli avventurieri comincia pian piano a divenire più triste fino ad abbracciarsi piangente ad uno di loro; appena gli eroi accettano d'aiutarla, torna normale, tranne per qualche sporadico pianto appena si accenna ai figli o al fatto che è sola. "

La proprietaria del negozio, Kerowyn Hucrele, era rimasta vedova anni prima e le sue uniche gioie erano i suo due figli (un maschio e una femmina) e... il commercio; i suoi figli amavano le storie di mostri ed eroi e un mese prima si erano lanciati loro stessi in un avventura assieme ad altri due loro amici, nelle profondità della Cittadella Senza Sole. Da allora però non se ne ebbe più notizie e Kerowyn era disperata al punto da chiedere ai tre stranieri di riportargli i suoi figli... o almeno i loro anelli con lo stemma di famiglia. I nostri acconsentirono, più per profitto e per fermare le lacrime di Kerowyn che per bontà.

 

1.3 Giù, tra i mostri.

Per circa mezza giornata i tre camminarono per la campagna di Collequercia, lungo la Vecchia Strada, senza incontrare niente o nessuno (tranne qualche mucca); la giornata era talmente bella e lo spirito dei nostri talmente leggero che sembrava stessero cercando un posto tranquillo per un pic-nic.

Poco dopo pranzo però arrivarono alla grande spaccatura che accoglieva nelle sue profondità la Cittadella Senza Sole; dove la strada curvava per proseguire lungo il burrone, i nostri si fermarono ad osservare il paesaggio e le rovine di qualcosa che un tempo probabilmente faceva parte della cittadella. Seguendo delle tracce di goblin, probabilmente recenti, Sigurt riuscì a trovare una corda, legata ad un'antica colonna, che scendeva nell'oscurità del burrone. Dopo qualche minuto di discussione, decisero di scendere, per primo Sigurt, poi Zephyrous e infine Quarion.

La scalata fu semplice, ciò che avvenne appena Sigut appoggiò piede sul piano sottostante pure... anche se meno piacevole; il gruppo venne colto di sorpresa da un paio di topi crudeli che assalirono immediatamente il ladro, ancor prima che i suoi compagni toccassero terra. I topi però non rappresentavano un grande problema, soprattutto per un gruppo ancora fresco e sano come il loro e dopo pochi minuti i nostri stavano già scendendo le scale che conducevano al piano inferiore, alla Cittadella.

 

1.4 Si entra.

Finite le scale i tre dovettero farsi strada tra le macerie di una torre crollata secoli prima; grazie a Sigurt riuscirono ad evitare una semplice trappola posta di fronte all'unico ingresso conosciuto della Cittadella: la porta di un balcone della torre crollata.

La fine di un miserabile goblin!

Una volta oltrepassata la porta si trovarono di fronte ai resti di una recente battaglia, i numerosi corpi sparsi nella stanza circolare erano ancora riconoscibili e tutti chiaramente goblin; uno dei corpi era rimasto appeso al muro con una lancia infilzata nel ventre. Zephyrous, incuriosito dalla posizione in cui era rimasto il goblin, gli si avvicinò e dopo averlo brevemente studiato lo staccò dalla parete rivelando così una scritta. A quel punto anche il mago sembrò interessarsi e siccome la scritta era in draconico e lui era l'unico a leggerlo e parlarlo correntemente, si avvicinò e lesse ad alta voce ciò che vi era scritto: "Ashardalon".

Quella parola però non significava nulla per nessuno di loro e dopo essersi fissati negli occhi per qualche istante senza dire niente, alzarono le spalle e non vi prestarono più particolare attenzione.

Mentre ispezionavano la stanza, Sigurt individuò una porta nascosta e dopo aver preso un minimo di precauzioni, Zephyrous la aprì rivelando così 3 scheletri che si animarono appena mise piede nella piccola stanza. Lo scontro sarebbe stato decisamente pericoloso senza il potere divino del chierico, ma per loro fortuna tutto si risolse in poco tempo e solo con qualche graffio.

 

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