Belak "l'Esiliato"
Razza: Umano
Età: 40 anni
Professione: Druido (4lvl)
Tratti fisici: il lungo periodo sottoterra ne ha seccato la pelle, bianchissima se fosse pulita; la barba incolta non è molto lunga, ma abbastanza folta da nascondere parte dei lineamenti; gli occhi mostrano una sorta di fanatismo, specie quando parla del proprio lavoro, sembrano sempre più scuri di quanto siano.
Tratti psicologici: Belak non cerca potere o fama, semplicemente è un fanatico; si è appassionato all'idea di ricreare il mondo presente in superficie anche sottoterra e niente e nessuno potrà fargli capire che si tratta di pazia, che i suoi intenti vanno contro natura anzi, proverà un odio profondo per chiunque glielo dica, così come odia il consiglio dei druidi che più volte glielo ha rinfacciato.
Background: da giovane Belak era un promettente protettore della natura, un esempio da seguire all'interno del suo piccolo paese, cercava di modificare le abitudini della gente in modo che rispettassero l'ambiente, trovava soluzioni d'equilibrio tra civiltà e natura.
Tra i vari interessi di Belak c'era la catalogazione delle specie vegetali, dai più piccoli e comuni fiori ai più rari e maestosi alberi; studiava la loro riproduzione, i cicli di vita e in che modo si rapportavano al mondo circostante e alle altre creature.
Un giorno decise d'avventurarsi in una grotta non troppo lontana dalla sua dimora, una grotta che si diceva portasse al centro della terra (che sia vero o no, nemmeno Belak lo scoprì); nell'intrico di tunnel e grotte Belak si perse per più di 3 mesi e l'esperienza lo cambiò drasticamente.
Una volta tornato in superficie cominciò a chiedersi per quale oscuro motivo madre natura non avesse creato un modo rigoglioso di vita anche sottoterra, perchè in quei luoghi oscuri la pietra regnasse sovrana incontrastata e la vita facesse così fatica ad attecchire.
Le motivazioni tecniche Belak le conosceva bene, mancava la luce e senza di essa non c'è vita, ma il motivo per cui madre natura avesse creato queste differenze gli risultava impossibile da capire e dopo mesi passati a rimuginare, giunse alla definitiva conclusione che madre natura si era letteralmente dimenticata del sottosuolo e che era suo compito porvi rimedio.
Cominciò così a studiare un modo per portare la luce sottoterra in modo da poter far crescere erba e piante varie anche in quei luoghi; presto sottopose le sue idee al consiglio dei druidi che, sconvolti dalle parole sconsiderate e dall'insistenza con cui continuava a proporre nuove idee, lo bandirono dalla loro società.
Dopo alcuni anni di vagabondaggi e ricerche, Belak scoprì la chiave per realizzare le sue idee, i funghi luminescenti. Questo però non bastava, allora cominciò a modificare i vegetali di superficie in modo che sopravvivessero anche nel sottosuolo.
Cercando un luogo adatto ai suoi studi un giorno scoprì la Cittadella senza Sole e il suo albero del male, un luogo perfetto per i suoi scopi, la realizzazione dei suoi sogni!