Xul the Half-Dark

Razza: Drow

Età: 135 anni

Professione: Guerriero (8lvl); Mago (1lvl)

Tratti fisici: le dimensioni di Xul sono quelle tipiche di qualunque altro drow, ma gli occhi e i capelli sono probabilmente il risultato di qualche bizzarra mutazione genetica, non è affatto normale che un drow abbia occhi verde smeraldo e capelli neri....

Tratti psicologici: Xul è un personaggio decisamente solitario da quando ha perso tutti i suoi compagni, silenzioso e ben poco disposto al colloquio; non gli interessano le grandi questioni politiche, di morale o altro, vuole solo vivere assieme alle uniche persone che ha mai amato e farà di tutto per riuscirci.

Background: Troppo diverso dagli altri membri della sua razza per essere accettato anche solo da sua madre, si è ritrovato a vivere tra i reietti, nelle fogne, in cunicoli sempre più oscuri. Per i primi 4 anni è stato allevato da 4 elfe diverse, ognuna delle quali era affetta da gravi malattie che ne deturpavano il volto e per questo, anch'esse erano state allontanate; morirono tutte nell'arco di pochissimo tempo. Ritrovatosi solo, immerso in un mondo a lui ostile, sopravisse fino ai 20 anni raccogliendo i rifiuti di coloro che lo disprezzavano, subendo passivamente tutte le ingiustizie quotidiane.

Non riuscendo a sopportare oltre questa situazione di continua oppressione, decise di fuggire da quei luoghi che gli avevano procurato tante sofferenze, rifugiandosi in profonde e sconosciute grotte, lontane dai cunicoli normalmente frequentati dai drow. Non essendo dotato di particolare inteligenza, l'unico modo che aveva per sopravvivere era di affinare le sue spiccate capacità di movimento. Col tempo imparò ad anticipare gli attacchi dei predatori sotterranei e ad usare alcune piccole e semplici armi da taglio; apprese anche come riuscire a rendersi ancora più silenzioso ed invisibile in quell'infinità oscurità. In quel periodo d'isolamento, il suo odio per i drow aumentava costantemente, soprattutto nei confronti di quelli particolarmente belli (secondo i canoni drow).

Attorno ai 50 anni, stufo di quel mondo sempre uguale, decise di allontanarsi da quei cunicoli, ritrovandosi all'improvviso in superficie. La luce del sole lo colpì con una forza inaudita, facendolo svenire per il dolore. Al suo risveglio sentì una dolce cantilena, ma non riusciva a muoversi e a vedere, perchè il sole aveva duramente colpito il suo corpo. Dopo alcune settimane gli furono tolte le bende e per la prima volta vide il mondo attraverso la luce, distinguendo nitidamente le forme e i colori. I colori, fu la prima volta che li vide, ne era talmente rapito che non si accorse delle cinque persone attorno al suo letto.

Uno di questi gli si avvicinò, era coperto da una lunga tunica rossa e aveva degli occhi che sembravano penetrare l'anima. Inizialmente non riusciva a capire cosa gli stesse dicendo quest'uomo, ma dopo un attimo di perplessità, riconobbe un linguaggio che ormai aveva dimenticato da tempo, una lingua da lui odiata perché era quella usata da coloro che lo avevano rinnegato. Purtroppo però era l'unica che conosceva. Quel giorno conobbe i suoi futuri compagni d'avventura: Yanar il mago, Volf il guerriero, Astel la druida, Lirvelin la ladra e Kano il ranger.

Dopo esser stato colpito daila luce venne soccorso da "i cinque", Yanar e Astel si impegnarono per favorire ed accelerare il processo di adattamento del giovane alla luce solare. Nel periodo di convalescenza si fecero raccontare la sua stona e Yanar gli insegnò il Comune, così che riuscisse a parlare anche con gli altri membri del gruppo. Per la prima volta da quando era nato gli fu dato un nome: Xul. Soprattutto nei primi giorni si trovò completamente spaesato, il mondo che lo circondava non era più limitato da pareti di roccia e faceva caldo anche se non era vicino ad un fuoco, inoltre non aveva mai visto umani (Volf e Kano lo erano) o elfi della luna (Astel e Liwelin) o mezz'elfi (Yanar). Astel e Liwelin lo preoccupavano, perché gli ricordavano molto gli odiati drow, ma loro erano tanto dolci e premurose con lui, che ben presto smise di essere diffidente. Quando si riprese completamente fu Volf a prenderlo sotto la sua custodia e ad insegnargli a combattere. Xul si dimostrò veloce ad apprendere le varie tecniche, tanto che in breve fu capace di utilizzare ottimamente molti tipi di armi, anche se quella che più preferiva era l'arco, in particolare quello lungo. Spesso partiva con Kano per lunghe battute di caccia e ogni freccia che tirava era una cena assicurata. Ogni volta che poteva si faceva raccontare qualcosa, daile storie di vita quotidiana alle leggende, imparando sempre più sul mondo che non aveva mai visto.

Dopo un paio d'anni trascorsi nella massima tranquillità, il gruppo decise di tornare a frequentare luoghi abitati. Ogni città o paese che sia ha i suoi problemi e i sei, dopo il lungo periodo di inattività, cominciarono a risolverli uno dopo l'altro. "I cinque" erano dei veterani e in pochi non li conoscevano, per Xul era eccitantissimo vederli all'opera per la prima volta. Inizialmente a lui erano assegnati compiti molto facili e poco rischiosi, ma col passare del tempo la sua bravura aumentava incredibilmente ed anche lui cominciò a divenire famoso e ad essere soprannominato Halfdark, perché quando scendeva la sera, praticamente nessuno poteva vederlo nell'oscurità. Non c'era nemico che potesse sfuggire alle sue frecce. Un giorno il gruppo affrontò una gilda di stregoni e durante il combattimento Xul fu sconfitto dai loro incantesimi e si salvò solo grazie all'intervento dei suoi compagni. Il giorno dopo lo scontro, Xul chiese a Yanar di insegnargli le arti magiche di cui era padrone, così da poter affrontare e sconfiggere un giorno anche gli stregoni più potenti. Ridendo al desiderio di Xul, Yanar lo accettò come discepolo, perché in fondo, un po' di magia nella vita non fa mai male e poi sarebbe stato divertente vedere come se la sarebbe cavata il ragazzo.

Erano ormai 30 anni che Xul viveva assieme Yanar e gli altri, quando giunse la richiesta da parte di Elminster di prendere parte all'imminente battaglia che vedeva quasi tutte le razze senzienti del piano materiale unirsi sotto un'unica bandiera, per difendersi dall'invasione di un esercito di demoni e non morti e altre creature a loro sottomesse. Fu una battaglia che si protrasse per mesi, senza un attimo di tregua, non esisteva la pietà, non si facevano prigionieri, bisognava uccidere, uccidere e ancora uccidere. Furono così tanti i morti che ad un certo punto gli scontri avvenivano sui loro corpi e non più sul terreno. L'obbiettivo degli invasori era di trovare un nuovo piano su cui vivere, mentre quello delle razze riunite, era di sopravvivere. Nell'ultimo scontro, quello
decisivo, gli eroi di entrambi i fronti si trovarono in prima linea, bisognava concludere la
battaglia perché le perdite erano ormai insostenibili per tutte e due le parti. Mai si vide e, probabilmente, mai si vedrà un tale scontro di forze da sconvolgere l'esistenza stessa di un piano, l'energia che si sviluppo era paragonabile all'ira di una divinità superiore. "I sei", come ormai venivano chiamati, diedero battaglia con gli altri eroi e, come molti di loro, perirono. Kano e Astel stavano combattendo fianco a fianco, quando furono assaliti da un due dracolich mastodontici che non lasciarono loro alcuna via di salvezza. Lirvelin fu uccisa sul colpo da un incantesimo di un tiranno della morte. Ma per Xul furono le morti di Volf e Yanar a sconvolgerlo maggiormente. Era vicino a loro quando morirono. Volf fu attaccato da un suo antico nemico, un potente ogre magi, ora divenuto revenat, che aveva sconfitto e ucciso quando era ancora molto giovane e che ora bramava solo la morte del guerriero. Lo scontro tra i due sembrava dover terminare con un pareggio, ma in aiuto dell'ogre vennero altri revenat suoi sottoposti e in quella situazione, dopo averne distrutti una decina, Volf dovette soccombere. Yanar fu l'ultimo a resistere, il suo scontro con un grande balor, uno dei generali dell'armata dei demoni, rimase impresso nella mente di Xul come qualcosa di incredibilmente spaventoso e quasi al di là della sua comprensione. Furono lanciati una miriade di incantesimi, uno più potente dell'altro e nessuno osava avvicinarsi a loro, perché il solo vederli faceva perdere ogni fiducia in se stessi, loro così potenti, così irraggiungibili. Xul, e forse nessun altro, aveva mai visto Yanar manifestare tutta quella forza, ma il demone era immensamente più forte. Yanar comprese ben presto che si stava avvicinando la sua morte e si volse verso Xul rivolgendogli queste parole: "Addio, compagno e figlio". Pochi istanti dopo Yanar venne avvolto da un'immensa palla di
fuoco e l'onda d'urto generata dalla sua deflagrazione, alzò una montagna di cadaveri e terra che investì in pieno Xul e gli fece perdere i sensi.

Quando riprese i sensi si ritrovò sommerso da cadaveri e impiegò diverso tempo prima di riuscire a trovare una via d'uscita. Ciò che si presentò ai suoi occhi fu un deserto di cadaveri dove regnava il silenzio, intervallato da sporadiche grida di dolore dei feriti che invocavano aiuto. La battaglia delle innumerevoli lacrime si era conclusa con la sconfitta dei demoni, ma a Xul questo non interessava, in realtà non gli era mai veramente interessata la battaglia, era contento di poter combattere al fianco dei suoi amici, degli unici amici che avesse, ma ora erano morti, tutti. Non poteva riportarli in vita, perché i pochi chierici rimasti che avevano la capacità di resuscitare i morti erano impegnati con personaggi di ben più alto prestigio e rango, ma questo non lo sapeva.
Corse da Elminster, gli avevano detto che era molto magnanimo ed inoltre era stato lui stesso a convocarli per la battaglia, quindi sperava che lo potesse aiutare. Elminster però rispose che aveva ben altro da fare e che le divinità avevano deciso di concedere ai loro chierici un numero massimo di resurrezioni e che i suoi compagni non rientravano in questo elenco di privilegiati, inoltre i morti nella battaglia delle innumerevoli lacrime non resuscitati entro il mese non potevano più essere resuscitati a meno della concessione di almeno due divinità. Xul, furente, si allontanò dai campi di battaglia e decise che non avrebbe mai più aiutato nessuno se non per soddisfare i propri interessi, perché i suoi amici erano morti credendo negli altri e furono così
amaramente ricompensati.

Poco più che ottantenne si ritrovò nuovamente solo a girare per terre selvagge, alla ricerca di qualcosa che non sapeva ancora cosa fosse, voleva combattere, vincere e riavere i suoi compagni. Dopo alcuni anni, il suo girovagare lo porto in una desolante steppa, dove un chierico pazzo stava pregando la propria divinità. Xul fece conoscenza con questi, che si rivelò essere molto più potente di quanto potevano dare ad intendere le apparenze. Egli era uno degli emissari divini di Hextor, il dio della guerra, un dio che apprezzava chiunque dava anima e corpo nei combattimenti anche se non erano suoi seguaci. Dopo lunghe suppliche e svariate promesse, I'emissario divino acconsentì a chiedere un'udienza al suo dio per aiutare Xul. Fu così che il giovane riuscì ad ottenere le grazie di Hextor e il suo consenso alla resurrezione dei suoi amici, il
tutto in cambio della promessa di combattere sempre, ogni qual volta gli si presenti l'occasione, evitando soluzioni diplomatiche. Ora gli mancava il consenso di un solo dio e i sui amici avrebbero potuto tornare in vita e assieme a loro sarebbe tornato a combattere e a vivere felicemente come una volta.

Con questa speranza nel cuore decise di tornare verso luoghi abitati, dove avrebbe trovato più facilmente qualcuno in grado di aiutarlo. Purtroppo non fu così, pochissimi chierici avevano le capacità per colloquiare con la propria divinità e quei pochi o non volevano aiutarlo, oppure erano le loro stesse divinità a rifiutargli aiuto. Dopo quasi 50 anni sta ancora girando alla ricerca di chi lo possa aiutare e benche sia passato così tanto tempo, non ha ancora perso la speranza, perché in fondo, la vita di un elfo è lunga e nel frattempo Xul sta diventando ancora più forte e quando torneranno Volf e gli altri, potrà mostrargli quanto è migliorato e forse potrà combattere con loro alla pari ... forse.

NOTA: La battaglia delle innumerevoli lacrime
Se ne chiederete in giro, nessuno saprà di cosa state parlando, o meglio tutti diranno che non ne sanno niente. Gli avvenimenti di quei giorni furono incredibilmente drammatici anche per i più valorosi degli eroi e persino loro evitano di parlarne. Le menti più deboli hanno addirittura dimenticato cosa avvenne. Subito dopo il temine della battaglia, si fece di tutto per eliminare qualsiasi cosa potesse ricordare quegli avvenimenti, tanto che le nuove generazioni sono completamente inconsapevoli dell'esistenza di tale battaglia.

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